Produrre l'onboarding dei nuovi assunti in cinque lingue senza girare video
Dalla procedura scritta al corso video con avatar, aggiornabile modificando il testo invece di rigirare tutto.
Un'azienda con personale straniero o con sedi estere si trova davanti a un problema di manutenzione: ogni modifica alla procedura significa rigirare i video. Con la generazione da testo il costo di aggiornamento crolla, ed è quello il vero risparmio, non la produzione iniziale.
Cosa ottieni
Un percorso di onboarding in cinque lingue che si aggiorna modificando un documento di testo.
Cosa serve prima di iniziare
- Le procedure di onboarding scritte
- Un account Synthesia o HeyGen
- Il logo e i colori aziendali
I passi
- 1
Spezza in moduli da tre minuti
Un modulo, un argomento. Un video di venti minuti non viene guardato fino in fondo da nessuno, e quando cambia una regola devi rifare tutto invece che un pezzo.
- 2
Scrivi il copione in italiano parlato
Frasi corte, seconda persona, niente subordinate. La sintesi vocale rende male i periodi lunghi, e la traduzione automatica peggiora quello che era già contorto in partenza.
- 3
Traduci e fai rivedere da un madrelingua
La traduzione automatica è buona ma sbaglia i termini contrattuali e di sicurezza, che sono esattamente quelli che non possono essere sbagliati in un onboarding. Un'ora di revisione per lingua.
- 4
Genera con lo stesso avatar per tutte le lingue
Coerenza visiva tra le versioni: è quello che fa percepire il materiale come istituzionale invece che raffazzonato.
- 5
Chiudi ogni modulo con tre domande
Un quiz breve dopo ogni modulo, con esito registrato. Serve a te per dimostrare l'avvenuta formazione, che per la sicurezza sul lavoro è un obbligo documentale.
Domande frequenti
Vale anche per la formazione obbligatoria sull'AI?
L'articolo 4 dell'AI Act impone di garantire un livello adeguato di alfabetizzazione a chi usa sistemi di AI in azienda, senza prescrivere la forma. Un percorso video con tracciamento delle presenze è un modo documentabile di assolverlo.
Gli avatar sono accettati dai dipendenti?
Sulla formazione procedurale sì, l'effetto artificiale non disturba. Sulle comunicazioni che richiedono empatia, come i cambi organizzativi, no: lì serve una persona vera.

